Come restaurare un mobile intarsiato

panca intarsiataL’arte del restauro mira a riportare in vita mobili ed oggetti di uso comune, rispettando la loro provenienza e la loro composizione originale. Un restauro ben eseguito può realmente donare una seconda vita ad elementi abbandonati, mal tenuti e rovinati, riportandoli agli antichi fasti e convertendoli in oggetti ed elementi pronti per essere nuovamente impiegati nella vita di ogni giorno.

L’arte del restauro si basa su lunghi e profondi studi, i quali riguardano la storia dell’elemento da restaurare. Con la parola storia si intendono molte sfumature che riguardano l’elemento, dal suo inserimento nel tessuto sociale, fino all’impiego di determinati materiali di costruzione, disponibili in quel definito periodo storico. Un bravo restauratore deve quindi considerare ogni aspetto che interessa il mobile da lavorare, per mettere in pratica un’opera rispettosa del passato, ma votata a donare un futuro nuovo e radioso all’oggetto che sta lavorando.

Questi fondamentali aspetti preventivi sono particolarmente visibili nel caso di mobili intarsiati. Gli intarsi sono pregiati decori che accompagnano l’estetica di mobili appartenenti ai più diversi periodi storici. La loro salvaguardia deve essere accompagnata da una serie di procedure attente e delicate, mirate a far emergere la loro bellezza nel presente donando un aspetto e una funzionalità nuova all’insieme stilistico del mobile. Vediamo assieme quali sono i passi basilari da compiere al fine di restaurare con cura un mobile intarsiato.

1- La prima operazione da fare risiede nell’attenta valutazione dell’oggetto. Molte sono le domande che ci si deve porre al fine di un restauro attento e preciso. Fra esse si annoverano le seguenti:
- A quale periodo storico appartiene l’oggetto o il mobile?
- Quali sono i materiali usati per la costruzione della struttura?
- Quali tipologie di ferramenta sono state impiegate?
- Quali erano le tecniche di lavoro in vigore al tempo?
Queste semplici domande sono la base dalla quale partire per agire in modo competente, procurandoci i giusti materiali e i giusti componenti che ci serviranno durante le varie fasi del restauro. La passione di un bravo restauratore si valuta da questi aspetti preventivi, i quali mirano a rispettare la storia e il vissuto degli elementi che stiamo lavorando.

2- La prima operazione pratica nel restauro di un mobile intarsiato risiede nello smontare la ferramenta presente nel mobile. Dalle maniglie fino alle serrature e alle cerniere, gli elementi metallici devono essere tolti e valutati attentamente. Se il loro stato si presenta buono, essi possono essere sottoposti a pulitura e ad una conseguente lucidatura, con l’accortezza di controllare il corretto funzionamento di ogni minimo componente strutturale.

3- Segue, a questo punto, la rimozione della lucidatura vecchia non originale, la quale può avvenire con l’impiego di alcool a 94°. L’alcool è un prodotto utile e rispettoso delle superfici, in quanto ci permette di togliere solamente le sezioni che desideriamo senza intaccare la totalità della superficie del mobile. Non solo, in quanto l’alcool a 94° rappresenta una valida alternativa all’uso di solventi o di prodotti abrasivi troppo aggressivi. La fase relativa alla pulitura è di fondamentale importanza, in quanto rivela lo stato di salute del mobile. Possono infatti essere evidenziate sezioni danneggiate, oppure risaltare parti che hanno precedentemente subito delle opere di restauro. L’occhio attento del bravo restauratore può quindi comprendere se il mobile necessità di determinate procedure e se precedenti opere di restauro devono essere rimosse. Pulendo con alcool la superficie del mobile si salvaguarda in modo semplice e profondo l’originalità del mobile, per cui consigliamo vivamente di usare il prodotto in questa delicata fase del restauro.

4- A questo punto dobbiamo operare sugli intarsi danneggiati. Molte sono le tecniche attuabili, dal riempimento di sezioni danneggiate fino al carteggio e alla pratica di sanare gli intarsi da eventuali graffi o variazioni cromatiche. Ogni intarsio deve essere analizzato con cura e trattato con le metodologie più consone al suo restauro.

5- Ora che abbiamo completato il restauro dei preziosi intarsi è giunto il momento di dare vita alla definizione estetica del mobile. A questo punto ci si deve chiedere quale sarà la funzione del mobile, ovvero se esso vivrà una vita ‘attiva’ oppure sarà delegato ad una pura funzione estetica. In base alle risposte, dovremo agire di conseguenza, apportando eventuali modifiche di uso e rendendo ogni componente facile da impiegare nella vita di ogni giorno. Non solo, in quanto si dovrà meditare sul luogo di inserimento del mobilio, riflettendo sulle variazioni di temperatura e di clima del luogo che si appresta ad accoglierlo. A tal fine l’impiego di trattamenti anti tarlo e di vernici adatte diventano una logica conseguenza. Il risanamento della ferramenta, oppure il cambiamento totale se i pezzi si presentano inutilizzabili, sono le complementari azioni da mettere in atto, per rendere il mobile completo e dotato di ogni elemento originariamente incluso nella sua struttura.

La scelta di affidarsi a bravi restauratori è la porta che apre un’opera mirata a riportare il nostro mobile all’originaria bellezza. Un restauro accurato, soprattutto in presenza di pregiati intarsi, può infatti dare vita a sorprendenti risultati finali, dove il mobile acquista caratteristiche estetiche di pregio e può ricominciare a svolgere l’importante funzione per il quale, un tempo, era stato creato.

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